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Eagle Hills Real Estate Development dopo Belgrado ora parte con lo sviluppo commerciale e turistico del Porto di Durazzo in Albania

Si tratta di uno dei più grandi progetti di tutti i Balcani Occidentali e ha già ricevuto un volto ufficiale per l’avvio dei lavori che coinvolgerà il Porto di Durazzo, con la firma di un memorandum tra gli investitori di fama mondiale, “Eagle Hills Real Estate Development“, rappresentati dal developer Muhammed Alabbar e “Albanian Seaports Development Company“, per la realizzazione del progetto “Durrës Yachts & Marina“, la costruzione del più grande porto turistico del Mediterraneo a Durazzo.

Il parlamento Albanese approva il progetto

Nella scorsa settimana, a maggioranza, il Parlamento albanese ha approvato il progetto di legge che ratifica l’accordo per il potenziamento del porto di Durazzo, la sua rigenerazione in area di terziario turistico residenziale e commerciale retail di alto pregio incentrata su attracco e sosta di yacht e il progressivo trasferimento della funzione mercantile in area giudicata più idonea a espandersi logisticamente.

Quest’ultima, con valutazioni di fattibilità svolte in via del tutto autonoma rispetto all’accordo Marina yachting, sorgerà a Porto Romano.

Si tratta di due progetti totalmente distinti e autonomi sul piano giuridico e aggiudicatario, ma funzionalmente coordinati per il tramite del ruolo svolto dalla autorità portuale, dalla sua direzione generale e dalle società da essa espresse e partecipate.

Il porto turistico Marina yachting.

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Il porto turistico Marina yachting. La legge recepisce l’accordo siglato nel mese di agosto tra i due contraenti principali: Eagle Hills
Real estate development ltd,
rappresentata da Mohamed Alì Rashed Alabbar – con il patrocinio degli Emirati Arabi Uniti – e la
Albanian Seaport development Company, società appositamente creata dall’autorità portuale di Durazzo e rappresentata da Erlis
Hereni.

All’accordo quadro, preordinato dal Consiglio dei Ministri, partecipa inoltre la Nshmi development lcc, compagnia costruttrice
sita in Dubai.

L’intesa prevede la costituzione di una Joint Venture in cui lo Stato, attraverso la propria partecipata pubblica, deterrà in maniera costante il 33 per cento delle azioni con possibilità di diritto di veto.

Questo progetto si prefigge di essere il più importante della regione balcanica, con un volume di investimenti stimato in 2,1 miliardi di euro a carico dell’investitore strategico privato, mentre il Governo contribuirà in via indiretta applicando le agevolazioni fiscali (in quota alle tasse sulle infrastrutture e sull’edilizia) su redditi che saranno generati nei settori immobiliari ricettivi per un controvalore di 220 milioni di euro.

Di contro, su tutte le attività realizzate troveranno applicazione i normali regimi impositivi su Iva, utili e contributi con introiti aggiuntivi per il bilancio statale pari a un miliardo di euro nei prossimi vent’anni.

Il progetto si sviluppa tra 1,3 e 2 milioni di mq e prevede 280 posti barca per yacht, 12.000 appartamenti e 2 hotel a 4 e 5 stelle per
un totale di 850 camere, oltre a 80.000 mq di aree verdi aperte e 700 metri di spiaggia lineare. Gli interventi saranno attuati in due
fasi, la prima a fare data dal secondo semestre del 2023, per un valore di 600 milioni di euro, e la seconda a partire dal 2028 per
una quota di investimenti di 1,5 miliardi. La suddivisione in due fasi è finalizzata a garantire nel primo tempo la continuità del porto di Durazzo come infrastruttura mercantile, fino a quando non saranno inaugurati i nuovi terminal commerciali a Porto Romano.

Il 45 per cento dell’area impegnata dai cantieri tornerà a patrimonio pubblico nelle seguenti proporzioni: 20 per cento alla città di
Durazzo come demanio risanato, e 25 per cento allo Stato in forma di infrastrutture marittime, piloni, bacini e canali di ingresso.
Lungo le varie fasi si stima la creazione di 12.000 posti di lavoro in maggioranza qualificati.

Porto Romano

Sarà la nuova piattaforma commerciale di Durazzo, a regime la più importante della regione. Ospiterà un centro di produzione e lavorazione delle merci e di vari tipi di componenti (comprese eliche per mulini a vento eolici) principalmente da esportare verso i Paesi limitrofi e vicini, e verrà reso più attrattivo attraverso la definizione di una zona economica speciale dedicata. Lo studio di fattibilità è stato affidato alla società olandese Royal Haskoning dhv – vincitrice della gara di affidamento nel settembre 2021 – affiancata dal partner locale Abkons e dal team dell’autorità portuale.

Porto Romano sorge nove km a nord dall’attuale porto cittadino e centralizzerà su di sé gli elementi industriali, nel quadro di un progetto che prevede la trasformazione delle attuali strutture in un lungomare commerciale con benefici per i residenti di una zona oggi ritenuta decentrata.

Anche in questo caso sono previste due fasi: la prima con l’indizione di una gara che dovrà portare all’apertura dei cantieri
dopo la fine di giugno del 2023 e che, in un triennio, trasferirà lo strategico e decisivo terminal container dall’attuale porto di
Durazzo, il tutto per un costo situato in una forbice tra i 320 e i 440 milioni di euro a carico non del bilancio statale ma delle attività
generate dalla stessa autorità portuale; l’obiettivo è di inaugurare le prime funzionalità nella prima parte del 2025 entro la fine della
corrente legislatura governativa.

La seconda fase prevede invece l’ampliamento dei terminal e delle capacità di accoglienza container e processamento merci. La fase 1 si prefigge, nel primo triennio, di fronteggiare il fabbisogno dell’Albania e della regione balcanica per i prossimi 15 o 20 anni, triplicando a 15 i milioni di tonnellate di merci processabili e a 510.000 i container ricevibili.

Porto Romano disporrà inoltre di una maggiore profondità, fino a 15 metri, per poter accogliere infrastrutture militari al servizio della
NATO e delle esercitazioni senza confliggere con attività mercantili o turistiche.

Il progetto si estenderà su 60 ettari potenziali, da cui partiranno le due strade ferrate, i binari destinati a collegare Durazzo con i futuri porti secchi o retroporti di Pristina in Kosovo e di Struga Lago di Ocrida in Macedonia del Nord, quest’ultima sull’asse del corridoio otto.

Relativamente all’attuale lotto in cantiere della linea ferroviaria Durazzo aeroporto Rinas Tirana, la società incaricata è la Inc di Torino.

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